Il Cristo ligneo di Donatello a Padova

crocefisso ligneo Donatello Padova
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Diverse ragioni mi spingono a dedicare una pagina al restauro del Cristo di Donatello appartenente alla Chiesa di S. Maria dei Servi di Padova.

Questo intervento mi coinvolge principalmente per la professione che svolgo di restauratrice di manufatti lignei, ma anche come cittadina di Padova, poiché sono orgogliosa di ospitare nella mia città un’opera così preziosa, di importanza artistica, storica e culturale.

Trovo questo intervento di estremo interesse per l’oggetto in sé e per come è stato realizzato, in maniera approfondita e rigorosa dalla diagnostica al restauro vero e proprio, eseguito con cura e minuzia dalla Soprintendenza di Udine.

CENNI STORICI

La scultura lignea rappresentante il Cristo, fu realizzata da Donatello negli anni quaranta del XV secolo in legno di pioppo; successivamente venne ricoperto di una preparazione a imitazione del bronzo.

Per secoli fu soltanto un’opera devozionale per degli episodi di trasudazione di sangue dal viso e dal costato.

Questo avvenimento, verificatosi nei primi anni del ‘500, fu sufficiente a far perdere memoria nella città di Padova e nella chiesa stessa chi fosse l’autore dell’opera (infatti l’attribuzione a Donatello risale solamente al 2008).

Il ritrovamento è avvenuto grazie a uno studioso e alla sua lettura di un’annotazione manoscritta a margine di un’edizione delle “Vite” del Vasari del 1550, in corrispondenza della vita di Donatello.

L’amanuense di Padova, sulla sua copia delle Vite, scrive così:

Ha (Donatello) ancor fato il Crucifixo qual hora è in chiesa dei Servi di Padoa

Questo ha spinto lo studioso a contattare uno dei massimi specialisti di Donatello, docente dell’Università di Napoli Francesco Cagliota, e a mostrargli la foto del crocifisso di Padova.

Quindi la correlazione di più fonti e l’eccellente qualità dell’opera, ha portato tutti gli esperti ad affermare che quel Cristo ligneo appartenesse alle mani dello scultore fiorentino.

crocefisso prima di essere restaurato
prima del restauro

CENNI SULL’INTERVENTO DI RESTAURO

Il Crocefisso si mantenne per secoli in buono stato di conservazione, grazie alla sua funzionalità puramente devozionale per la quale venne custodito con estrema cura.

Dopo avere smontato il Crocefisso, si iniziò con un’accurata indagine diagnostica preliminare:

  • radiografia integrale;
  • scansione 3D integrale;
  • indagini chimico-stratigrafiche e campagna fotografica.

Successivamente si effettuarono dei tasselli di pulitura e consolidamenti localizzati, quindi si rimosse la finitura a imitazione del bronzo, mettendo in luce le cromie e la qualità dell’intaglio originali; per questo motivo tale statua lignea viene chiamata anche Cristo Svelato.

pulitura e consolidamenti localizzati
tasselli di pulitura e consolidamenti localizzati

Terminato il restauro, questa scultura fu protagonista di una bellissima mostra dedicata ai tre Crocefissi realizzati da Donatello, intitolata Donatello Svelato.

Dopo la mostra il Crocifisso è ritornato alla chiesa di S. Maria dei Servi, alla sua posizione originaria sull’altare, nella cappella a sinistra di quella maggiore.

crocefisso donatello prima e dopo la pulitura
prima e dopo la pulitura

NOTE PERSONALI

Il Donatello svelato fa parte di un progetto più vasto: Donatello e Padova, desiderato dalle istituzioni pubbliche e religiose, pensato con l’intenzione di ridar vita alla presenza di Donatello a Padova nel periodo rinascimentale.

Sono passata davanti la chiesa il giorno dell’Epifania ed i primi di dicembre 2017 nel pomeriggio. Volevo entrare per rivedere il Cristo ma la porta era chiusa.

Le mostre sono molto importanti per far conoscere l’arte, la cultura e al tempo stesso contribuiscono o dovrebbero contribuire indirettamente alla conservazione, al restauro del patrimonio artistico-culturale.

Tuttavia, secondo me, si dovrebbe agire molto di più anche nel piccolo, per esempio:

  • tenendo aperta la chiesa con un lasso di tempo maggiore;
  • illuminandola a sufficienza e correttamente in modo da poter ammirare le opere;
  • assumendo funzionari qualificati, se possibile;
  • ponendo l’ingresso a pagamento per i turisti con un basso costo del biglietto finalizzato a coprire le spese di manutenzione, valorizzazione, etc., in questo modo i visitatori oltre a partecipare proprio come mecenati contemporanei, rendono viva la chiesa.

Poiché l’intento è quello di “rivivificare” la presenza di Donatello, bisognerebbe rendere fruibile la chiesa in cui si trova la sua opera.

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