I mobili antichi sono davvero opere minori?

arte lignea di altissimo livello
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I mobili antichi, come ogni opera d’arte, possono essere studiati sotto due aspetti:

  • come istanza storica
  • come istanza estetica

L’ISTANZA STORICA

Nel primo caso, il mobile viene considerato come un documento storico, in quanto riflette l’epoca in cui è stato realizzato e tutto il periodo successivo nel quale ha “vissuto” per giungere sino a noi, rendendosi testimone dei fatti storici avvenuti durante la sue esistenza.

Per di più, i mobili antichi documentano le varie tecniche artistiche e costruttive dell’epoca in cui sono stati costruiti; tecniche che rispecchiano gli stili, fedeli ad ogni periodo storico, le attrezzature, le tecnologie e la realtà scientifica di quel tempo.

Quindi lo studio dei mobili d’epoca è di enorme rilevanza, per conoscere gli aspetti sociali e culturali di un popolo appartenente ad un determinato periodo storico, dato che ci fornisce informazioni sugli ambienti domestici e quindi sugli usi e costumi di quella società, sulle condizioni di vita, sulla moda e persino sulle personalità di Re, Reggenti e Imperatori.

Infine l’importanza di un qualsiasi oggetto antico, come il mobile, sta anche nel suo valore intrinseco che lo riveste di un aurea speciale dovuta al fatto stesso di essere antico. Questa caratteristica è legata alla capacità di questi manufatti, di accumulare memoria ed evocare il passato.

Per questo ognuno di noi, durante la contemplazione di opere d’arte, percepisce una sensazione che va oltre i canoni estetici del momento e i gusti personali di ciascuno.

L’ISTANZA ESTETICA

L’istanza estetica, invece implica l’individuare il valore artistico di un manufatto, rivalutando tutti quegli oggetti in cui non affiora solamente la materia di cui sono realizzati, ma soprattutto il contributo soggettivo dell’autore: la mano, il sudore e il cuore dell’artista che li ha realizzati, creando capolavori d’arte assoluti.

CRITICA E CONCLUSIONI

Nonostante ciò, i mobili antichi, a mio parere, sono scarsamente posti come oggetti principali di iniziative culturali quali mostre e convegni, oppure se sono i protagonisti di una mostra, questa non viene pubblicizzata adeguatamente.

I mobili assumono così un ruolo marginale nel mondo dei Beni Culturali e vengono apprezzati solo come decoro, nei musei dedicati a pezzi di opere d’arte considerate di primaria importanza, come la pittura o la scultura e li si trova spesso come “tappa buchi”.

In questo modo viene ignorato l’alto valore artistico e l’eccezionale bravura, dei maestri di ebanisteria, nel creare mobili di una tale bellezza e una complessità tecnica, paragonabile (e a volte superiore) a sculture o dipinti di fama mondiale, ritenuti ingiustamente più importanti.

Portavaso con Ercole e mori Andrea Brustolon
Portavaso con Ercole e mori Andrea Brustolon

Per fare un esempio, concludo affermando che Il Portavaso con Ercole e mori di A. Brustolon non ha nulla da togliere ad una scultura del Bernini, come un mobile intarsiato da G. Maggiolini (realizzato solitamente utilizzando fino a 86 tipi diversi di specie legnose, per rendere al meglio le sfumature di fiori, cornucopie, viticci, rosoni. etc.), non ha nulla da togliere a una natura morta di Caravaggio.

mobile legno intersiato
cassettone Giuseppe Maggiolini (fine del ‘700)

Quindi sarebbe giusto rivalutare l’importanza dei mobili antichi e di chi li ha realizzati, considerandoli come vere e proprie opere d’arte, dedicandogli tutte le iniziative culturali a cui un pittore o uno scultore è sottoposto.

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